Si è tenuto nella mattinata di giovedì 29 gennaio, presso la sede del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, ad Alba, con la gentile concessione dell’Aula Magna dell’Università degli Studi di Torino, un incontro dedicato alla prevenzione delle situazioni di sfruttamento lavorativo nei territori di Alba, Langhe e Roero, nell’ambito del Protocollo d’Intesa promosso dalla Prefettura con la partecipazione dell’Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Ispettorato del Lavoro, INPS, Camera di Commercio di Cuneo, Confindustria Cuneo, associazioni agricole ed associazioni sindacali di categoria, Sindaci firmatari, Regione Piemonte e Provincia di Cuneo.
Il Protocollo nasce con l’obiettivo di costruire un sistema strutturato e coordinato di attori e strumenti operativi in grado di contrastare in modo efficace ogni forma di sfruttamento lavorativo, in particolare nel settore vitivinicolo, comparto strategico di un territorio riconosciuto a livello internazionale per l’eccellenza delle sue produzioni.
Nel corso dell’incontro è stata illustrata l’iniziativa della Prefettura che prevede l’adesione volontaria di contoterzisti e imprenditori della filiera vitivinicola a un percorso di legalità, con il rilascio di una “certificazione etica” finalizzata a garantire il rispetto del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, condizioni di lavoro corrette e adeguate condizioni di vita per i lavoratori. Uno strumento concreto di prevenzione del caporalato e, più in generale, di tutte le forme di sfruttamento.
L’obiettivo è duplice: da un lato tutelare i lavoratori, dall’altro sostenere le imprese virtuose, valorizzando la sostenibilità etica come elemento distintivo e competitivo, promuovendo una filiera sempre più trasparente, responsabile e coerente con i valori del territorio.
«Il Consorzio sostiene con convinzione questo percorso – ha dichiarato Sergio Germano, presidente del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani – perché la qualità dei nostri vini non può prescindere dal rispetto delle persone che lavorano nelle vigne e nelle cantine. Legalità, dignità del lavoro e sostenibilità etica sono valori imprescindibili per un territorio che vuole continuare a essere un modello di eccellenza riconosciuto nel mondo».
L’incontro si inserisce in un più ampio quadro di collaborazione istituzionale volto a rafforzare la cultura della legalità e della responsabilità sociale nel comparto vitivinicolo, contribuendo alla tutela del lavoro e alla salvaguardia del prestigio delle denominazioni del territorio.


